Un inno alla vita e alla libertà: Cris di Manuela Salvi

Manuela Salvi – 22/03/2022

 

Gennaio 2021.

L’ennesimo lockdown, di nuovo le uscite limitate e il blocco di tutte le attività.

La mia esasperazione era ai massimi livelli, le mura di casa sembravano stringersi intorno a me, e sempre più spesso pensavo ai ragazzi. Se non ci riuscivo io, a sopportare quella prigionia forzata, come facevano gli adolescenti, i ventenni, i giovani?

Pensavo a me diciottenne, all’energia e all’adrenalina che caratterizzava le mie giornate, a quanto fosse importante – vitale – la presenza degli amici, del gruppo, della comitiva.

Eh ma oggi ci sono i telefonini, mi disse qualcuno.

C’è la dad, c’è internet e il computer, i ragazzi si collegano anche stando a distanza.

Vero. Eppure quella parola mi suonava inquietante: distanza. Da giovani non ci si nutre – o non ci si dovrebbe nutrire – di distanza ma di infinite vicinanze ed esplorazioni. Poteva davvero lo schermo di un computer sostituire una serata pazza con gli amici, una notte in discoteca, un’avventura dal vivo? Il sesso?

E soprattutto, in casa 24 ore su 24 con i genitori? A quell’età? Mi sembrava l’incubo più terrificante che si potesse immaginare. Sarei impazzita, pensavo. Sarei fuggita.

E all’improvviso mi venne l’idea per un romanzo su una fuga disperata da una casa diventata prigione. Una folgorazione.

Dissi a mio marito: “Ho un’idea per un romanzo che so che non mi pubblicherà nessuno. Che faccio? Lo scrivo lo stesso?”

E lui mi rispose, in un raro momento di saggezza: “In un periodo senza senso, forse fare cose senza senso è l’unica mossa sensata.”

E allora lo scrissi e fu un viaggio bellissimo, insieme al mio Cris, che mi aiutò a uscire viva da quel periodo di orribile prigionia. Sapevo che era inutile proporlo ai miei soliti editori di YA perché ero andata a briglia sciolta, senza censura, e c’erano tanti temi che i grandi reputano controversi per misteriose ragioni.

Così lo tenni lì nel computer per un po’, finché un giorno su Facebook lessi il post di una promotrice della lettura che parlava della nuova collana di YA della Fandango: Weird Young. Beh, mi dissi, questo è un segno: più weird di me e del mio Cris non c’è nessuno!

Quando Lavinia Azzone, l’editor di Fandango,  lo lesse e decise di prendermi a bordo, mi disse che in fondo la mia storia era un po’ fantasy perché avevo creato questo ragazzo dalla enorme, monumentale forza di volontà. Un ragazzo che forse nella realtà non esiste, vista la fragilità emotiva delle nuove generazioni.

Forse ha ragione lei. Io però in fondo al cuore sogno da sempre tanti ragazzi e ragazze come Cris: capaci di rompere gli schemi e creare nuove strade, superando la paura di sbagliare e le incertezze che spesso ci mettono all’angolo e ci impediscono di osare.

Da ragazzina ero esattamente così, adrenalina e mille idee, entusiasmo e milioni  di paure – ma non ho mai permesso a nessuno di scrivere la mia storia. È stata bella, tutta quell’energia, tutta quella fatica immane, e l’ho messa in “Cris” più che ho potuto.

“Cris” è quindi un inno alla vita e alla libertà, dedicato a tutti i lettori che sentono di avere una gran voglia di osare e di scrivere trame nuove a briglia sciolta.

2 replies on “Un inno alla vita e alla libertà: Cris di Manuela Salvi

  • Maria Felicia Liberti

    Gentile Fandango,

    Sono Maria Felicia Liberti, direttrice della Biblioteca dei ragazzi I Care del Centro La Pira di Pomigliano D’Arco.

    In occasione della nostra XIV Rassegna del libro per ragazzi, abbiamo individuato il romanzo Cris di Manuela Salvi da presentarsi nel mese di Maggio /Giugno, data da destinarsi.
    Desidero informazioni riguardo la possibilità di avere in collegamento via Skype l’autore o/e un responsabile della casa editrice Salani in occasione della presentazione.

    Grazie dell’attenzione!
    Attendo Vostro gentile riscontro.

    Maria Felicia Liberti

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