Art a part of Culture: Un romanzo del novecento che sembra scritto oggi. La sesta beatitudine di Radclyffe Hall.

Ho affrontato la lettura di La sesta beatitudine di Radclyffe Hall (Fandango Libri, traduzione di Claudio Marrucci) alla cieca. Quando mi è stato proposto il romanzo, in realtà, non ho neppure letto il nome dell’autrice e, dopo poche pagine, avevo anche dimenticato il titolo. È davvero un’esperienza straordinaria leggere così. Non si hanno aspettative né punti di riferimento, tanto che, in principio, ho pensato fosse stato scritto da un’autrice contemporanea. Ecco, sul fatto che fosse un’autrice e non un autore non ho avuto alcun dubbio. Solo una donna riesce a scandagliare così in profondità la natura femminile, squarciando veli di pudore e mostrandola nella sua nudità senza timore alcuno.

Voglio parlarvi, in primo luogo, dei protagonisti. Sono due, a mio avviso: Hannah Bullen e Croft Lane. Hannah ha trent’anni, ma pare ne abbia vissuti molti di più, e ha una vita difficile alle spalle.

Una famiglia di disadattati, povera gente che solo lei può mantenere, due figlie piccole e bastarde nate da padri diversi di cui si sono perse le tracce, un lavoro di fatica che però la soddisfa ogni oltre misura. Croft Lane è il sobborgo povero di Rother, un’accozzaglia di piccole case fatiscenti, una sorta di baraccopoli dove manca tutto e dove tutti si conoscono, da sempre. Giudicano, osservano, spiano, eppure si amano e si sostengono gli uni con gli altri. Hannah dice sempre che la sua famiglia, i Bullen, è attaccata come la colla. E a me sembra che anche tutti gli abitanti di Croft Lane lo siano, una grande famiglia attaccata con la colla.

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sestabeatitudine

Titolo: La sesta beatitudine
Autrice: Radclyffe Hall
Collana: Fandango Libri
Pagine: 208
Traduzione: Claudio Marrucci
Isbn: 9788860444837

Fandango Libri