La 27° ora – Aborto: quel senso di colpa da indagare (e da riconoscere) non da sole

di Cristina Obber

Ho letto Quel fiume è la notte, bellissimo libro di Flavia Piccinni appena uscito e candidato al premio Strega da Dacia Maraini e Lidia Ravera. Una scrittura densa, precisa, che non perde mai il ritmo e che in ogni pagina emoziona e travolge.

Racconta di Lea, giovane donna che dopo un aborto si ritrova in una voragine di dolore, di interrogativi a cui non trova risposta. Racconta del suo viaggio in India, attraverso contraddizioni e disincanto, miseria e inquietudini, di un viaggio nelle viscere del mondo e di se stessa.

Ne parlo con l’autrice proprio oggi che dall’Europa ci arriva l’ennesimo richiamo all’applicazione della 194 e al rispetto della salute delle donne.

Questo libro è un viaggio in India, quanto ci sei tu dentro questa India?
C’è molto del mio viaggio in India e molto delle letture sull’India, di Tabucchi, Pasolini, Moravia, è un’India a metà tra quella che avevo conosciuto e quella che ho incontrato. E’ un’India che mi ha sorpreso, diversa dal cliscè un po’ borghese dell’India mistica che ti porta altrove, in una dimensione unicamente spirituale. C’è il mito e c’è la realtà. Ho voluto raccontare la differenza tra la percezione del sogno che abbiamo delle cose e quello che ci troviamo davanti. In India non c’è il nostro concetto di spiritualità, c’ è un’idea di mondo completamente diversa dalla nostra ed in questa diversità che Lea si ritrova, in un mondo che non poteva immaginare, in un paese che non ha paura a tirare fuori le sue viscere e proprio per questo la aiuterà a fare altrettanto.

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Titolo: Quel fiume è la notte
Autrice: Flavia Piccinni
Pagine: 234
ISBN: 9788860444868

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