Redazione / 12 marzo 2020

 

Siamo felici di annunciare che “Febbre” di Jonathan Bazzi è stato candidato al Premio Strega 2020.

Proposto da Teresa Ciabatti, “Febbre” è un libro spiazzante, sincero e brutale, che costringe il lettore a un coming out nei confronti della storia eccezionale di un ragazzo come tanti che abita la provincia milanese di Rozzano.

Febbre è un esordio letterario potente e siamo orgogliosi dei tanti traguardi raggiunti da questo romanzo.

 


Redazione / 17-02-2020

 

Siamo orgogliosi di annunciare che Leonardo Palmisano vince il Premio Filangieri!

Insieme al procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio, lo scrittore pugliese riceve questo importante riconoscimento per aver fatto dell’antimafia sociale la propria bandiera morale e civile.

Il Premio va quindi alla sua «capacità di resilienza alle minacce e alle intimidazioni ricevute per dimostrare che, senza dover essere eroi, è possibile incentivare il sistema valoriale cui una società sana dovrebbe ispirarsi. E anche, e forse soprattutto, per lanciare un messaggio di vicinanza tangibile che schermi e protegga quanti lottano quotidianamente per riaffermare la legalità in tutte le sue declinazioni».

Il 22 e 23 febbraio lo scrittore presenterà il suo ultimo romanzo, “Nessuno uccide la morte”, discutendo con i studenti di tanti temi attuali e necessari: dall’importanza dell‘informazione per combattere la diffusione dell’illegalità alla violenza giovanile, passando per la diffusione della criminalità negli spazi grigi lasciati dallo spopolamento.

Ringraziamo l’Associazione Culturale Laboratorio Teatrale Lapiano che ha ideato e organizzato questo importante premio!

 

 


Redazione / 23-01-2020

 

Siamo orgogliosi di annunciare che Febbre di Jonathan Bazzi ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima.

Nell’assegnare il premio, giuria ha riconosciuto il valore di «un’esistenza difficile, tra la durezza della periferia, la scoperta dell’omosessualità e l’irrompere dell’Hiv, che il giovane autore milanese racconta con schiettezza».

 

 

Ecco le motivazioni del Premio:

«La Rozzano di Jonathan Bazzi è un luogo paradossale, dove si incrociano le tetre meraviglie della modernità con la sopravvivenza di una visione magica e ancestrale del mondo che chi è venuto ad abitarci si è portato dietro. Spesso insieme a una lingua madre che si è anarchicamente mescolata con la parlata locale, generando un crogiuolo di accenti, pronunce, inflessioni, idioletti. Un simile humus, refrattario alle norme e del quale la sregolatezza urbanistica è uno specchio tetro ma terribile, non può che generare figure strane o proprio stralunate, cresciute dove anche i minimi statuti etici appaiono distorti come una zona franca o autogestita.

Bazzi queste cose le conosce bene, le ha vissute, ascoltate al punto da guardarle con un occhio che ha perso tutte le curiosità del novizio e può mantenerle a debita e oggettiva distanza. E le descrive e le racconta con una sintassi dove si passa dal periodo ricco di subordinate all’improvvisa, inattesa, secca frase nominale. Una prosa nervosa e notevolmente controllata, la sua, che sfiorando l’impersonalità dell’osservatore lucido e impartecipe riesce a sviscerare una sequela di dettagli paradossali o aberranti, fino a farsi ironia. Una prosa che sta lontana dalla visione enfatica o commossa.

Eppure in questa Rozzano che produce anche mostri, il protagonista si trova a vivere un dramma di non poco conto, che diventa, pagina dopo pagina, un dramma emblematico, collettivo. E allora l’io narrante si rivela essere qualcosa di più che il perno di un romanzo, e si trasforma gradualmente in quello di un personaggio-simbolo, di una figura che ne rappresenta altri, che forse parla a nomi di altri, e che offre loro una voce. A quel punto la felice vis narrativa di Bazzi scopre le sue radici profonde, le sue origini, la sua necessità vitale, che vengono da un’alta tensione morale, dalla volontà etica di testimoniare un pezzo di condizione umana raccontando con talento una storia».

Il Premio letterario Bagutta viene annualmente assegnato dal 1927 a un’opera di scrittore italiano contemporaneo. Prende il nome da una trattoria di Milano, antico ritrovo di scrittori, artisti e giornalisti.

La premiazione si è svolta domenica 26 gennaio nella sede di via De Grassi messa a disposizione da Francesco Micheli, storico sostenitore del Bagutta.

 



Redazione / 14-10-2019

 

Sabato 19 ottobre il documentario “Bellissime” di Elisa Amoruso aprirà il Panorama Italia di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma.

Tratto dal libro di Flavia Piccinni e prodotto da Fandango e TIMVISION, il documentario racconta la storia di una famiglia unita dalla stessa passione, la bellezza.

 

 

Riprendendo il tema del libro, la regista fa una riflessione aperta sul culto dell’apparire, su cosa voglia dire essere bambine, adolescenti e madri.

In occasione della presentazione ci saranno la regista e le protagoniste, Cristina Cattoni, Giovanna Goglino, Francesca Goglino e Valentina Goglino.

 

La cover del libro di Flavia Piccinni


Redazione / 14-10-2019

 

Siamo felici di annunciare che l’ultima fatica dei nostri autori Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, “Nella Setta”, ha vinto il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como come miglior libro inchiesta.

Il Premio, giunto alla VI edizione, ha riconosciuto il grande valore del saggio che indaga le organizzazione settarie in Italia, considerandolo “uno strumento di conoscenza, ricerca e riflessione”.

 

Gli autori, Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni


Gli autori hanno dichiarato che «i premi fanno piacere, certo, ma il nostro sguardo e la nostra attenzione sono rivolti a tutte le vittime che non hanno il coraggio di parlare e alle due proposte di legge che, nonostante tutto, restano ferme. La speranza adesso è che parta presto la commissione di inchiesta parlamentare sul Forteto, con l’augurio che faccia luce su quanto accaduto nel regno di Fiesoli e aiuti tutti quanti a capire il pozzo nero che sono tutte le sette in Italia».

 

Nella setta


Redazione / 8-10-19

 

Siamo felici di annunciare che Leonardo Palmisano vince il Premio Colombe d’oro per la pace nella sezione informazione.

Il premio Colombe d’oro per la pace è un riconoscimento giornalistico assegnato annualmente dall’IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo), con l’intento di promuovere negli operatori dell’informazione gli ideali di convivenza pacifica tra persone, popoli e nazioni.

Istituito nel 1986 – anno internazionale della pace – con il sostegno di Legacoop e di altre cooperative ad essa aderenti, è arrivato alla trentatreesima edizione.

Il premio è suddiviso in tre sezioni (quotidiani, periodici, radiotelevisioni) e assegna annualmente tre Colombe d’oro ad altrettanti giornalisti che in Italia si sono distinti nella diffusione di notizie su conflitti armati, diritti umani, disarmo e cooperazione internazionale.

Quest’anno la Giuria, formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta.

Leonardo Palmisano – sociologo, scrittore, editore – è autore di numerose inchieste sullo sfruttamento dei braccianti e di altri lavoratori ai margini del sistema produttivo ed è presidente della cooperativa editoriale Radici Future Produzioni.

 

Leonardo Palmisano

 

Palmisano definisce il Premio “un risultato commovente, che voglio condividere idealmente con tutti gli schiavi che ho incontrato in questi anni di lavoro sul campo. Lo ricevo con grande emozione, come stimolo a continuare a raccogliere e a raccontare le storie degli ultimi”.


Redazione / 4-10-2019

 

Venerdì 4 ottobre Pinar Selek ha ritirato a Cosenza il Premio 2019 della Cultura Mediterranea, sezione Società Civile, assegnatole da una Giuria Internazionale, guidata dal Presidente del Premio e Responsabile delle attività culturali della Fondazione, prof. Mario Bozzo.

Il premio, istituito e promosso dalla Fondazione Carical, oggi guidata dall’avv. Luigi Morrone e giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, intende riconoscere i meriti di quanti ‘favoriscono il dialogo e la comprensione tra le diverse espressioni culturali del Mediterraneo’ e ‘contribuiscono all’approfondimento e alla conoscenza delle culture mediterranee, anche nelle loro implicazioni di attualità’.

Nelle scorse edizioni il premio per la Società civile, di particolare prestigio, è stato assegnato a personaggi rappresentativi della cultura mediterranea quali: Amos Oz, David Grossmann, Tahar Ben Jelloun, Padre Enzo Bianchi, Amin Maalouf, Oya Baydar, Predrag Matvejevic, Hawa Andi Diblawe, Marek Alter, Ismail Kadare, Andrea Riccardi.

Pinar Selek, che ha ricevuto questo premio con profondo riconoscimento, lo ha dedicato a tutte le donne esiliate come lei, e in particolare a tutte coloro che non godono di visibilità. Allo stesso tempo lo ha dedicato a tutte le lucciole che sfidano le frontiere, le fortezze, i fascismi, le violenze e che trasformano il mondo attraverso azioni di solidarietà concrete, poesie e filosofie di emancipazione.

In tutto il nostro Mediterraneo, la criminalizzazione della mobilità delle oppresse e degli oppressi si traduce in corpi di ghiaccio, corpi morti, corpi che non sognano più, o in schiavi senza protezione, senza diritti, in tutta l’Europa occidentale. È in corso una lotta infernale tra due mondi: il mondo degli oppressori, dei dominanti che posseggono armi, prigioni, denaro; e il mondo delle lucciole che difendono e creano vita, bellezza, poesia.

Sono orgogliosa di fare parte del mondo delle lucciole, che prendono le luci dei propri sogni e fanno luce quando cala la notte. Mi trovo qui come donna rifugiata, come scrittrice, militante, come ricercatrice, come donna mediterranea. Con i miei scritti e le mie azioni, cerco di resistere… e di contribuire alla costruzione di una controcultura fondata sulla solidarietà, sulla libertà e la giustizia.

So che è difficile. Sì, ma come affermava Gramsci, unire il pessimismo della ragione all’ottimismo della volontà, rafforza il mio potere magico. Sento questa magia lungo i cammini che percorro.

A nome di tutte le lucciole del Mediterraneo, a nome delle streghe che giocano con la magia, vi ringrazio per questo incoraggiamento”.


Redazione / 1-10-19

 

Questo inizio ottobre è ricco di incontri e presentazioni imperdibili

Si comincia venerdì 4 ottobre al Teatro Rendano di Cosenza, nell’ambito della XIII edizione del Premio per la cultura mediterranea, dove verrà assegnato a Pinar Selek il premio della Sezione Società civile “Giustino Fortunato”.

 

Pinar Selek

L’autrice turca sarà presente anche a Roma venerdì 11 ottobre alle 21,30 “Lontano da casa” al festival Inquiete dove dialogherà con Tamara Bartolini e Sabina Minardi.

 



Sabato 5 ottobre alle 21 presso il Teatro Nuovo, nell’ambito del Festival Internazionale di Ferrara, Virginie Despentes presenterà “King Kong Theory” e dialogherà con Paul B. Preciado e Pietro Del Soldà.

 

Virginie Despentes

 

Sempre a Ferrara, domenica 6 ottobre alle 12 presso il Palazzo Crema, Virginie Despentes parlerà “King Kong Theory” e della sua produzione letteraria con Giuliano Milani.

 

 

Domenica 6 ottobre alle 16 presso il Cortile del Castello del Festival di Internazionale a Ferrara, Paul B. Preciado presenterà il suo “Manifesto Controsessuale” con Maysa Moroni.

 

Paul B. Preciado

 

Martedì 8 ottobre alle 18.30 presso la John Cabot University a Roma, Paul B. Preciado parlerà di genere, tecnologia e liberazione dei corpi.

 

 

Per finire, sabato 5 ottobre alle 10.30 presso il Teatro Franco Parenti di Milano Garry Kasparov, ex campione di scacchi, attivista ed esperto di intelligenza artificiale presenterà con Jaime D’alessandro il suo nuovo saggio “Deep Thinking”, in libreria dal 3 ottobre

 

 

Garry Kasparov

 


Redazione / 29-09-2019

 

Siamo felici di annunciare che “Nella Setta” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni vince il prestigioso Premio Piersanti Mattarella per il Giornalismo 2019! 

 

 

Per questo importante lavoro di indagine per cui gli autori hanno viaggiato lungo tutta l’Italia e si sono infiltrati in alcune comunità, hanno incontrato adepti ed ex membri, parlato con esperti e indagato i gangli politici ed economici che rendono queste organizzazioni così potenti e aggressive.

Gli autori dedicano questo Premio a tutti i fuoriusciti e gli adepti dalle sette, i professionisti e le associazioni che ogni giorno si battono per la verità.
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