Redazione / 14-05-2020

 

Siamo orgogliosi di annunciare che tra i semifinalisti che del Premio Letterario John Fante Opera Prima 2020 ci sono anche due autori esordienti: Luca Scivoletto con “I Pionieri” e Jonathan Bazzi con “Febbre”.

Ecco i semifinalisti:

  • Fabio BacàBenevolenza cosmica, Adelphi Edizioni, 2019
  • Jonathan BazziFebbre, Fandango Libri, 2019
  • Alice CappagliNiente caffè per Spinoza, Giulio Einaudi Editore, 2019
  • Arianna CecconiTeresa degli oracoli, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2020
  • Claudia PetrucciL’esercizio, La nave di Teseo, 2020
  • Chiara FerrarisL’impromissa, Sperling & Kupfer Editori, 2019
  • Luca ScivolettoI pionieri, Fandango Libri, 2019
  • Irene SalvatoriNon è vero che non siamo felici, Bollati Boringhieri Editore, 2019
  • Roberta ScorranesePortami dove sei nata. Un ritorno in Abruzzo terra di crolli e miracoli, Bompiani, 2019

La preselezione è stata curata dai tre gruppi di lettura universitari:

  • il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti/Pescara, coordinato dal professore Mario Cimini;
  • la Biblioteca Vilfredo Pareto della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, coordinato dalla direttrice della biblioteca Paola Coppola e dal professore Rocco Ciciretti;
  • la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Teramo, coordinato dalla professoressa Raffaella Morselli.

La Giuria dei letterati, che sceglie i tre finalisti, è composta da:

  • Maria Ida Gaeta (presidente), manager culturale
  • Masolino D’Amico, anglista e critico letterario
  • Nadia Terranova, scrittrice
  • Claudia Durastanti, scrittrice

Redazione / 5-05-2020

 

Arriva Weird Young, la nuova collana di Fandango Libri dedicata alle giovani lettrici e ai giovani lettori.

Fandango Weird Young esplora le nuove forme di narrativa che spaziano dal crossover al new weird: storie adatte a tutte le età ma che raccontano il ricco e complesso universo degli adolescenti e dei giovani adulti.

Il primo titolo della collana arriverà il 21 maggio in libreria ed è considerato uno dei 100 libri da leggere del 2019 per il Time e il miglior romanzo del 2019 secondo Vogue.

 


Redazione / 20-04-2020

 

Da oggi fino al 20 giugno sono disponibili in edicola i “Quaderni Fandango di scrittura creativa” in allegato con Repubblica.

In un unico volume è possibile trovare il piacere delle parole e della scrittura grazie a 70 esercizi e suggerimenti creativi per sviluppare un proprio stile.

Per scoprire e imparare le tecniche utilizzate da alcuni degli autori più importanti della letteratura mondiale moderna:

 

 


Redazione / 12 marzo 2020

 

Siamo felici di annunciare che “Febbre” di Jonathan Bazzi è stato candidato al Premio Strega 2020.

Proposto da Teresa Ciabatti, “Febbre” è un libro spiazzante, sincero e brutale, che costringe il lettore a un coming out nei confronti della storia eccezionale di un ragazzo come tanti che abita la provincia milanese di Rozzano.

Febbre è un esordio letterario potente e siamo orgogliosi dei tanti traguardi raggiunti da questo romanzo.

 


Redazione / 17-02-2020

 

Siamo orgogliosi di annunciare che Leonardo Palmisano vince il Premio Filangieri!

Insieme al procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio, lo scrittore pugliese riceve questo importante riconoscimento per aver fatto dell’antimafia sociale la propria bandiera morale e civile.

Il Premio va quindi alla sua «capacità di resilienza alle minacce e alle intimidazioni ricevute per dimostrare che, senza dover essere eroi, è possibile incentivare il sistema valoriale cui una società sana dovrebbe ispirarsi. E anche, e forse soprattutto, per lanciare un messaggio di vicinanza tangibile che schermi e protegga quanti lottano quotidianamente per riaffermare la legalità in tutte le sue declinazioni».

Il 22 e 23 febbraio lo scrittore presenterà il suo ultimo romanzo, “Nessuno uccide la morte”, discutendo con i studenti di tanti temi attuali e necessari: dall’importanza dell‘informazione per combattere la diffusione dell’illegalità alla violenza giovanile, passando per la diffusione della criminalità negli spazi grigi lasciati dallo spopolamento.

Ringraziamo l’Associazione Culturale Laboratorio Teatrale Lapiano che ha ideato e organizzato questo importante premio!

 

 


Redazione / 23-01-2020

 

Siamo orgogliosi di annunciare che Febbre di Jonathan Bazzi ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima.

Nell’assegnare il premio, giuria ha riconosciuto il valore di «un’esistenza difficile, tra la durezza della periferia, la scoperta dell’omosessualità e l’irrompere dell’Hiv, che il giovane autore milanese racconta con schiettezza».

 

 

Ecco le motivazioni del Premio:

«La Rozzano di Jonathan Bazzi è un luogo paradossale, dove si incrociano le tetre meraviglie della modernità con la sopravvivenza di una visione magica e ancestrale del mondo che chi è venuto ad abitarci si è portato dietro. Spesso insieme a una lingua madre che si è anarchicamente mescolata con la parlata locale, generando un crogiuolo di accenti, pronunce, inflessioni, idioletti. Un simile humus, refrattario alle norme e del quale la sregolatezza urbanistica è uno specchio tetro ma terribile, non può che generare figure strane o proprio stralunate, cresciute dove anche i minimi statuti etici appaiono distorti come una zona franca o autogestita.

Bazzi queste cose le conosce bene, le ha vissute, ascoltate al punto da guardarle con un occhio che ha perso tutte le curiosità del novizio e può mantenerle a debita e oggettiva distanza. E le descrive e le racconta con una sintassi dove si passa dal periodo ricco di subordinate all’improvvisa, inattesa, secca frase nominale. Una prosa nervosa e notevolmente controllata, la sua, che sfiorando l’impersonalità dell’osservatore lucido e impartecipe riesce a sviscerare una sequela di dettagli paradossali o aberranti, fino a farsi ironia. Una prosa che sta lontana dalla visione enfatica o commossa.

Eppure in questa Rozzano che produce anche mostri, il protagonista si trova a vivere un dramma di non poco conto, che diventa, pagina dopo pagina, un dramma emblematico, collettivo. E allora l’io narrante si rivela essere qualcosa di più che il perno di un romanzo, e si trasforma gradualmente in quello di un personaggio-simbolo, di una figura che ne rappresenta altri, che forse parla a nomi di altri, e che offre loro una voce. A quel punto la felice vis narrativa di Bazzi scopre le sue radici profonde, le sue origini, la sua necessità vitale, che vengono da un’alta tensione morale, dalla volontà etica di testimoniare un pezzo di condizione umana raccontando con talento una storia».

Il Premio letterario Bagutta viene annualmente assegnato dal 1927 a un’opera di scrittore italiano contemporaneo. Prende il nome da una trattoria di Milano, antico ritrovo di scrittori, artisti e giornalisti.

La premiazione si è svolta domenica 26 gennaio nella sede di via De Grassi messa a disposizione da Francesco Micheli, storico sostenitore del Bagutta.

 



Redazione / 14-10-2019

 

Sabato 19 ottobre il documentario “Bellissime” di Elisa Amoruso aprirà il Panorama Italia di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma.

Tratto dal libro di Flavia Piccinni e prodotto da Fandango e TIMVISION, il documentario racconta la storia di una famiglia unita dalla stessa passione, la bellezza.

 

 

Riprendendo il tema del libro, la regista fa una riflessione aperta sul culto dell’apparire, su cosa voglia dire essere bambine, adolescenti e madri.

In occasione della presentazione ci saranno la regista e le protagoniste, Cristina Cattoni, Giovanna Goglino, Francesca Goglino e Valentina Goglino.

 

La cover del libro di Flavia Piccinni


Redazione / 14-10-2019

 

Siamo felici di annunciare che l’ultima fatica dei nostri autori Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, “Nella Setta”, ha vinto il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como come miglior libro inchiesta.

Il Premio, giunto alla VI edizione, ha riconosciuto il grande valore del saggio che indaga le organizzazione settarie in Italia, considerandolo “uno strumento di conoscenza, ricerca e riflessione”.

 

Gli autori, Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni


Gli autori hanno dichiarato che «i premi fanno piacere, certo, ma il nostro sguardo e la nostra attenzione sono rivolti a tutte le vittime che non hanno il coraggio di parlare e alle due proposte di legge che, nonostante tutto, restano ferme. La speranza adesso è che parta presto la commissione di inchiesta parlamentare sul Forteto, con l’augurio che faccia luce su quanto accaduto nel regno di Fiesoli e aiuti tutti quanti a capire il pozzo nero che sono tutte le sette in Italia».

 

Nella setta


Redazione / 8-10-19

 

Siamo felici di annunciare che Leonardo Palmisano vince il Premio Colombe d’oro per la pace nella sezione informazione.

Il premio Colombe d’oro per la pace è un riconoscimento giornalistico assegnato annualmente dall’IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo), con l’intento di promuovere negli operatori dell’informazione gli ideali di convivenza pacifica tra persone, popoli e nazioni.

Istituito nel 1986 – anno internazionale della pace – con il sostegno di Legacoop e di altre cooperative ad essa aderenti, è arrivato alla trentatreesima edizione.

Il premio è suddiviso in tre sezioni (quotidiani, periodici, radiotelevisioni) e assegna annualmente tre Colombe d’oro ad altrettanti giornalisti che in Italia si sono distinti nella diffusione di notizie su conflitti armati, diritti umani, disarmo e cooperazione internazionale.

Quest’anno la Giuria, formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta.

Leonardo Palmisano – sociologo, scrittore, editore – è autore di numerose inchieste sullo sfruttamento dei braccianti e di altri lavoratori ai margini del sistema produttivo ed è presidente della cooperativa editoriale Radici Future Produzioni.

 

Leonardo Palmisano

 

Palmisano definisce il Premio “un risultato commovente, che voglio condividere idealmente con tutti gli schiavi che ho incontrato in questi anni di lavoro sul campo. Lo ricevo con grande emozione, come stimolo a continuare a raccogliere e a raccontare le storie degli ultimi”.