Stupidi e contagiosi: i personaggi

Giovanni Za / 13-07-2020

 

V C

Kazu Makino (Sic)

Comincia il suo percorso formativo in una scuola materna della circoscrizione di Sakyo-ku di Kyoto e mostra di essere molto abile in calligrafia e Storia. Alla notizia di un possibile trasferimento in Italia reagisce applicando la strategia del mutismo selettivo, non parlando a madre e padre, ma comunicando solo con il gatto di casa. Scrive una lettera all’ambasciata per dichiararsi prigioniera politica, ma nonostante uno sciopero della fame a 9 anni arriva in Italia, non conoscendo neanche una parola di Italiano. A 11 è già la più brava della classe e a 12 è sospesa per la prima volta per aver scritto “Fur is murder” sulla porta della Preside della sua scuola.

 

Anna Luisa Gorini (Ariel Nata con le Ali)     

All’inizio della prima superiore è ancora una ragazza acqua, sapone e ombretto nero, ma tra dicembre e febbraio del secondo anno ha la folgorazione, elegge a proprio nemico il conformismo di Lucia Mondello e inscena una settimanale contestazione a questo personaggio “passivo, rassegnato, manipolato dagli uomini, incapace di esistere”. All’inizio della terza entra nel commercio internazionale della droga e durante le vacanze estive può ampiamente permettersi un viaggio di lavoro ad Amsterdam.

 

Carlo Gustavo Bernadotte (Carlo XVI Gustavo)

Durante l’inverno del terzo anno di liceo, Zeno, mosso da un’inspiegabile tentazione filantropica, lo invitò per una settimana con lui e famiglia nella casetta di proprietà ampezzana. Carlo Gustavo cominciò settimane prima a contrattare la partecipazione con l’inflessibile genitrice, concordò un piano di pace assieme anche ai genitori di Zeno e per molte settimane si immaginò il suo primo viaggio autonomo. Fu naturalmente un disastro: Zeno era sulle piste dalle 9 alle 13, Carlo Gustavo ci provò per mezz’ora il primo giorno, ma desistette dopo pochi fallimenti e la prima distorsione; il peggio veniva al pomeriggio, quando non era possibile ingannare il giorno con qualche passo di Chateaubriand e seguiva Zeno, che con una certa disinvoltura si accompagnava ai rampolli più scemuniti della storia degli ultimi trent’anni; se ne concluse che Carlo Gustavo cominciò a fare delle passeggiate da solo, che al penultimo giorno questa si protraesse per tre ore e che l’ultima sera abbozzasse un’epistola familiare Ascesa al monte nevoso, che lasciò poi sulla scrivania della genitrice. Il giudizio fu di stiracchiata sufficienza e scarsa ispirazione.

 

Federico Tesla (Sic)    

Nel primo e secondo anno di scuola, Federico interpretò il ruolo di critico di videogame e più volte difese artatamente la classificazione di questi come opera d’arte di livello superiore. Nel 1994 intessé una furiosa polemica con Carlo Gustavo in cui sosteneva che Il corvo fosse il film più bello degli ultimi 20 anni e che chi lo negava non capiva niente di cinema. Zeno, stroncato da un sorso del terribile vino mastarniano, insinuò che i fantomatici “amici del mare” di Federico non esistessero e che passasse l’estate coi suoi.

 

Arturo Vibenna  (Vibenna)    

Spiega a sua sorella Zelda che nel mondo degli affari nessuno usa il nome di battesimo e che quindi usare solo il cognome è avanti. Lei non accetterà mai il cambio e la prima reazione del gruppo degli amici fu l’ilarità. Alla scuola media era stato inserito nel corso F; la signora Vibenna chiese se potesse essere spostato nel corso B, dove c’era un cugino. Gli fu concesso; il compagno di banco del secondo giorno di scuola era Massimo Targioni. In classe seconda Vibenna aveva invitato Mas. a passare le vacanze al mare dai suoi. Le cose non andarono come erano state programmate. Mastarna al mare si procurò un’edizione giornalistica su cui comparivano le figurine di molte ragazze assai procaci e svestite, per tramite di un compagnuccio di giochi per l’epoca assai scafato. Fatto sta, il giornaletto fu ritrovato da Zelda e posto da lei sotto il piatto del padre durante il pranzo. Vibenna deve concentrarsi molto per allontanare questo pensiero quando viene aggredito dai ricordi di quel giorno. Mastarna, invece, se pensa a quel giorno, ride.

 

Zeno Mascagni (il Potente Zeno)

In seconda gli fu attribuito l’epiteto di Potente dopo una serie di esibizioni accaldate e platealmente pubblicitarie in palestra; in terza, per un certo periodo, aveva stabilito di non voltarsi a rispondere se qualcuno non lo chiamava con l’attributo ed era stato particolarmente sedotto da una delle ragazze del novembre 1995 che lo chiamava Grande e Potente Zeno. In quarta si rese conto che questa sua immagine rischiava di allontanarlo dall’effigie di Kurt Cobain a cui voleva ispirarsi; provò a non lavarsi i capelli per più di quattro giorni per entrare nel personaggio, ma rivelò a Doralice che non riusciva a restare sporco per davvero; stabilì allora che lo stropicciamento dei gruppi musicali dovesse essere solo poetico.

 

Alberto Sordi (sic)      

Al primo anno, su suggerimento di uno suo cugino di quarta, si propose come rappresentante di classe: si trattò di un errore clamoroso. Spinti dal suo curioso registro anagrafico, i compagni lo elessero in massa; fu una catastrofe. Alberto doveva partecipare alle riunioni, parlare ai professori, riferire le ambasciate, avanzare proposte, un tormento che lo lasciò profondamente ferito, per cui, più grande, non riusciva più a prendere posizione per la paura che potesse essergli chiesto di dare giudizi, prendere posizione, dibattere o tenere un punto, per cui, anche quando qualcuno affermava che la capitale del Canada era Montréal, lui annuiva incapace di correggere, dire la sua, eccepire. Perché poi i genitori non lo avessero chiamato Francesco, Saverio o altro, è un mistero.

 

Doralice Delada

Nei primi anni di scuola era stata l’amica del cuore di Carlo. Una volta provò a baciarlo, ma lui scambiò la cosa per il festeggiamento alcolico dell’onomastico di lei. Non che fosse proprio innamorata. Anni dopo, per dire, la faceva ridere l’idea.

 

Svevo Veneziani

Responsabile rifornimento di ideologia, instancabile agit-prop e oratore discutibile. Dopo un periodo difficile, si trasferisce a Roma, decide di studiare la lingua locale e dieci anni dopo, a domanda, dice di essere “di Roma”. Al suo primo ritorno, dopo molti anni, si reca in pellegrinaggio alla memoria di se stesso passando davanti all’ingresso del circolo “Introna-Pappagallo”: non entra e quando qualcuno esce ghigna “Non ci conosciamo” e sgattaiola via.

 

 

V E

Alessandro Querceti (Alexander)

Quando Alexander aveva 10 anni, nel disperato tentativo di allontanarlo dal tennis, suo padre lo accompagnò sul campo privato del Tenente Colonnello, che aveva vinto per gli ultimi sei anni il torneo estivo  del Comando, affinché potesse dargli una lezione definitiva. Giocarono due set; Alexander concesse in totale sei punti. Detiene il record di velocità media della prima di servizio per tornei nazionali juniores. Nella sua vita ha distrutto sei racchette. Una di queste sul ferro di un cancello di accesso ad un campo perché gli erano usciti sei lungo linea consecutivi

 

Morgan Yeats (Moya)

La schiatta degli Stuart-Yeats non ha mai abitato in Inghilterra e il piccolo Morgan aveva visitato Manchester solo una volta nella vita, d’altra parte il suo spaesamento non viene certo dalla doppia nazionalità, ma dalla lunga lista della spesa, dal bucato, dalla preparazione del pasto, la cura della casa e da tutte le altre cose che fanno regolarmente tutti gli altri diciottenni edonisti come lui.

 

Mario Pincherle (Pinkerton)

Zeno gli propose il cambio ufficiale di nomignolo il giorno in cui aveva comprato l’ultima uscita eponima degli Weezer; prima di approvare, Mario guardò Gamla Fru capirono subito di non aver capito, però l’assonanza era gradevole sembrava una cosa da giovani, per cui si stabilì di andare avanti. Dopodiché, il nome anglofono suona sempre più bello e all’adolescenza appartiene la ricerca dell’originalità da quattro soldi. Che Mario e Gabriella fossero consapevoli del sottotesto pucciniano è largamente improbabile.

 

Massimo Targioni (Mastarna

Quando si entra in una stanza, quindi, lo vedi subito. Non solo per l’altezza, ma perché ha la qualità di individuare e insediarsi immediatamente nel centro dell’attività o comunità sociale in cui è collocato, nonché di fondarne la coscienza critica e fare cerniera tra progressismo, idealismo e igiene approssimativa. La propensione politica la scopre a quattordici anni, quando comincia a chiedersi da che parte sente di schierarsi e rimane persino un po’ deluso quando per i primi tempi non ci riesce. A quindici anni, per esempio, in una conversazione serale con Arturo, rivela di non capire perché la gente ce l’abbia così tanto con il capitalismo. Poi, a fine ’93, inizio ’94, la folgorazione. È amore a prima vista, o il suo contrario. L’Italia è il paese che amo. Il resto è storia.

 

Gabriella Maria Laura Frugoni (Gamla Frun)           

Era ancora molto giovane quando le fu diagnosticato di essere già come una vecchia signora: il culto della vita matrimoniale, il sospetto di tradimento come lacerante tormento quotidiano, l’indecisione sempre e comunque, il divertimento come pratica esecrabile, casa come nido dal quale è difficile uscire. La più micidiale macchina da auto-annientamente solipsistico, dopo il week-end.

 

Forze di polizia

Giorgio Aurispa (Bonzo)       

Nel 1992, a tredici anni, si candida alle elezioni studentesche per “lottare contro la dittatura comunista e l’imperialismo americano, come i bonzi del Vietnam”. Non tutto era a fuoco. Restò bandiera storica dell’antagonismo di destra a scuola e colto alla sprovvista dalla scivolata verso la moderazione ed il trionfo elettorale attuato da Vibenna. Ideologia rozza e grossolana. Nel covo suo e dei suoi amichetti ― la Compagnia Lavoratori Zara, ―  era soprannominato Coltello. Pare, comunque, che tutta questa fama di sanguinario scassa-compagni fosse solo leggendaria. Neanche sotto tortura taluni confesserebbero, tuttavia, l’impressione che sotto la scorza di legge e ordine ci potesse essere anche un ragazzo di tendenze omosessuali repressissime. Questo spiega perché la fronda di destra nel gruppo di destra della Compagnia Lavoratori Zara lo chiamasse invece Coltella.

 

Silvia Mercader  (Generale Kutúzov) 

Prima donna ad essere nominata amministratore delegato di un gruppo multinazionale; dopo la nascita del signor figlio Carlo Gustavo, rientra in Italia e si dedica al lavoro con la stessa ferocia con cui educa il figlio alla sconfitta, al senso di impotenza e al gusto nella calligrafia.

 

Les dames                                                                   

Zelda S. Vibenna (Zelda S.)   

Fino alla media adolescenza vivacemente superficiale, poi, in vacanza-studio, con un gruppo di quindicenni gagliarde a Bristol, durante l’escursione programmata a Portishead, ascolta per la prima volta un pezzo di Nick Cave e l’età della frivolezza finisce nel porto delle disillusioni.

 

Constance Amalia Antonietta Rosa Lunardi – Brunswick Wolfenbüttel (Titta Rosa)         

Evidentemente una ragazza alla mano e di frequentazioni popolari, è il tipo di persona che può consigliare la posta da sci più bella di Aspen (“Telluride”). La musica moderna fracassona la fa ridere e quando è ispirata può anche ascoltare Bach.

 

Compagni di scuola

 

Bernardo Mastarna (Bernacca)

Nonostante la parentela con Mastarna, tende a perseguire carriere parallele rispetto all’illustre congiunto e prende l’impegno politico con più allegria.

 

Tommaso Paradiso (Tommy, a.k.a. l’Equilibrista)

Imprenditore di se stesso a accumulatore seriale di occhiali da sole, a 18 anni si compra l’automobile con i proventi della cassa comune delle feste di istituto.

 

Agostino Homs

A 14 anni sembra già averne 18; conosce Ariel Nata con le Ali per motivi professionali, ma rimane impassibile nella sua gelida maschera da Alain Delon. Un giovane uomo disilluso e senza nessun ideale in piedi; al confronto, Melville è Neri Parenti. A 19 anni recita in un piccolo ruolo in una fiction sugli Anni di Piombo.

 

Gaddo Treves

Quando aveva sei anni, si intrometteva nelle zuffe dei suoi coetanei e chiedeva loro “Non possiamo volerci bene, risolvere le nostre liti e vivere armoniosi?”, usando tuttavia una forma tuttavia grammaticalmente più instabile e abiti non ancora prelatizi. Giunto alla scuola superiore, provò ad attivare nella sua classe un percorso di approfondimento sulle virtù e sulla moderazione e fu eletto per cinque anni rappresentante, perché come negoziatore disponeva di un certo talento. Nell’estate tra quarta e quinta classe progetta di allargare la sua sfera di influenza nella politica scolastica.

 

Banda musicale

Pietro Giordani (il Sesto Beatle)

La prima canzone che suona in pubblico è Michelle, perché un suo compagno di classe gli aveva chiesto di suonarla a mo’ di serenata per un individuo di nome Petra. Diviene polistrumentista e affitta un locale cui dà il nome affettuoso di Settle.

 

Ottavio Guida (Otto)

Cantava in un gruppo che si chiamava Önkormányzatairól ― pur non sapendo cosa volesse significare il nome ― che suonava csárdás, le popolarissime danze popolari ungheresi secondo il nuovo stile; deluso dalla fredda ricezione che riceve il gruppo, decide di darsi alla musica leggera, ma, per restare a proprio agio nel contatto con il pubblico, nelle sue esibizioni dipinge il suo volto di nero e bianco.

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One reply on “Stupidi e contagiosi: i personaggi

  • Tamiflu

    Giovanni Za e nato nel 1978, si e laureato a Milano e Bari. Ha lavorato come docente presso alcuni istituti del Piemonte, e per molti anni ha vissuto a Verbania. Nel 2016 e tornato in Puglia, e oggi lavora nella stessa scuola in cui ha conseguito il diploma. Stupidi e contagiosi e il suo romanzo d’esordio.

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