Febbre vince il Premio Bagutta Opera Prima

Redazione / 23-01-2020

 

Siamo orgogliosi di annunciare che Febbre di Jonathan Bazzi ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima.

Nell’assegnare il premio, giuria ha riconosciuto il valore di «un’esistenza difficile, tra la durezza della periferia, la scoperta dell’omosessualità e l’irrompere dell’Hiv, che il giovane autore milanese racconta con schiettezza».

 

 

Ecco le motivazioni del Premio:

«La Rozzano di Jonathan Bazzi è un luogo paradossale, dove si incrociano le tetre meraviglie della modernità con la sopravvivenza di una visione magica e ancestrale del mondo che chi è venuto ad abitarci si è portato dietro. Spesso insieme a una lingua madre che si è anarchicamente mescolata con la parlata locale, generando un crogiuolo di accenti, pronunce, inflessioni, idioletti. Un simile humus, refrattario alle norme e del quale la sregolatezza urbanistica è uno specchio tetro ma terribile, non può che generare figure strane o proprio stralunate, cresciute dove anche i minimi statuti etici appaiono distorti come una zona franca o autogestita.

Bazzi queste cose le conosce bene, le ha vissute, ascoltate al punto da guardarle con un occhio che ha perso tutte le curiosità del novizio e può mantenerle a debita e oggettiva distanza. E le descrive e le racconta con una sintassi dove si passa dal periodo ricco di subordinate all’improvvisa, inattesa, secca frase nominale. Una prosa nervosa e notevolmente controllata, la sua, che sfiorando l’impersonalità dell’osservatore lucido e impartecipe riesce a sviscerare una sequela di dettagli paradossali o aberranti, fino a farsi ironia. Una prosa che sta lontana dalla visione enfatica o commossa.

Eppure in questa Rozzano che produce anche mostri, il protagonista si trova a vivere un dramma di non poco conto, che diventa, pagina dopo pagina, un dramma emblematico, collettivo. E allora l’io narrante si rivela essere qualcosa di più che il perno di un romanzo, e si trasforma gradualmente in quello di un personaggio-simbolo, di una figura che ne rappresenta altri, che forse parla a nomi di altri, e che offre loro una voce. A quel punto la felice vis narrativa di Bazzi scopre le sue radici profonde, le sue origini, la sua necessità vitale, che vengono da un’alta tensione morale, dalla volontà etica di testimoniare un pezzo di condizione umana raccontando con talento una storia».

Il Premio letterario Bagutta viene annualmente assegnato dal 1927 a un’opera di scrittore italiano contemporaneo. Prende il nome da una trattoria di Milano, antico ritrovo di scrittori, artisti e giornalisti.

La premiazione si è svolta domenica 26 gennaio nella sede di via De Grassi messa a disposizione da Francesco Micheli, storico sostenitore del Bagutta.

 

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